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BDD: La Tesi

Discussa nel 2016 presso ISIA Firenze, BDD nasce come una sperimentazione pionieristica sul ruolo della comunicazione visiva all'interno del design industriale. Sviluppato in parallelo alla tesi di product design di Lia Pantzer, il progetto esplora la costruzione di un'identità di marca nella sua interezza: dal DNA del brand alla progettazione tipografica, dal sistema visivo alle applicazioni editoriali, pubblicitarie ed espositive. Una tesi a due componenti, in cui prodotto e comunicazione dialogano attraverso un approccio sistemico e interdisciplinare, anticipando alcuni dei principi che avrebbero definito la mia successiva pratica professionale.

Il progetto

BDD nasce nel 2016 come progetto di tesi per il diploma accademico di primo livello in Design Industriale presso ISIA Firenze, in un momento in cui la comunicazione visiva non aveva ancora trovato uno spazio autonomo all'interno dell'offerta formativa triennale dell'istituto. La scelta di sviluppare una tesi interamente dedicata al communication design rappresentava quindi una sperimentazione sui confini disciplinari, con l'ambizione di dimostrare come la progettazione della comunicazione potesse essere affrontata con lo stesso rigore metodologico, la stessa complessità e la stessa profondità culturale del design di prodotto. Il progetto nasce dalla collaborazione con Lia Pantzer, impegnata parallelamente nello sviluppo di una tesi di product design. L'idea era costruire un sistema progettuale bicomponente, in cui prodotto e comunicazione fossero due dimensioni complementari di un unico processo, capaci di dialogare e valorizzarsi reciprocamente. La mia ricerca attraversava l'intero universo dell'identità di marca: dall'individuazione del DNA progettuale alla definizione della strategia visiva, dalla progettazione del carattere tipografico allo sviluppo del marchio e del suo sistema di declinazioni. Particolare attenzione era dedicata alla resilienza dell'identità, alla sua capacità di adattarsi a contesti, supporti e scale differenti mantenendo coerenza e riconoscibilità. Il progetto comprendeva inoltre applicazioni editoriali, advertising, comunicazione espositiva e costruzione di un linguaggio coordinato. BDD è stato un passaggio fondamentale nella definizione del mio approccio al progetto: una visione trasversale in cui art direction, tipografia, branding e cultura del design concorrono alla costruzione di sistemi di comunicazione complessi. La discussione finale, particolarmente accesa e a tratti polemica, divenne quasi un'ulteriore estensione della ricerca: un confronto sul ruolo della comunicazione e sulla legittimità dei suoi strumenti all'interno di un percorso accademico storicamente legato al prodotto. A distanza di anni, considero BDD una delle prime espressioni compiute della mia identità progettuale e della convinzione che continua a guidare il mio lavoro: la comunicazione visiva è una disciplina capace di generare sistemi, significati e cultura, attraverso un processo di ricerca rigoroso e consapevole.

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